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L’insieme di stagni e di aree umide che compongono l’Oasi è il risultato di passate attività di escavazione dell’argilla. L’abbandono dell’area dopo gli scavi, nei decenni scorsi, ha creato i presupposti per una progressiva colonizzazione della zona da parte della vegetazione caratteristica delle zone umide di pianura. La presenza di vasche scavate a profondità differenti ha favorito una interessante diversificazione ambientale, cosicché attualmente l’area si presenta come un mosaico di superfici perennemente inondate e prive di vegetazione, aree coperte da vegetazione erbacea palustre (in particolare canneto), boschi igrofili di salice, arbusteti mesoigrofili, incolti e prati ruderali, siepi campestri.


Gli interventi di riqualificazione ambientale promossi dal WWF ed attuati dal Comune di Vicenza hanno ulteriormente contribuito ad esaltare la diversificazione ambientale dell’Oasi, creando, oltre a strutture per la ricezione dei visitatori, una riva idonea agli uccelli limicoli, un’area rimboschita con specie caratteristiche del bosco planiziale padano, realizzando stagni per gli anfibi ed ampliando le superfici libere da vegetazione e perennemente coperte d’acqua.